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Mafia marsalese
Vicende mafiose del 2006 nella città di Marsala PDF Stampa E-mail
Scritto da Centro Peppino Impastato    mercoledì 28 marzo 2007

2006


22 Febbraio

Assolto, dal gip di Trapani, dall’accusa di associazione mafiosa Davide Mannirà, che era stato arrestato nell’aprile del 2004 assieme ad altre 26 persone accusate di associazione mafiosa, estorsione, traffico di droga e voto di scambio. Viene così ad alleggerirsi la posizione dell’ex deputato regionale dell’Udc David Costa, arrestato nel novembre 2005 per concorso in associazione mafiosa anche per i suoi legami con Mannirà. Il gip ha assolto altri 4 imputati e condannati gli altri imputati, tra cui Andrea Mangiaracina e Natale Bonafede, ritenuti capimafia di Marsala (Tp).


15 Marzo

Scarcerato per cessazione delle esigenze cautelari David Costa, accusato di concorso in associazione mafiosa. Costa, che si è dimesso da deputato all’Assemblea regionale siciliana per l’Udc, è accusato di rapporti con i mafiosi di Marsala (Tp). Agli atti delle indagini ci sono diverse intercettazioni telefoniche e ambientali e testimonianze del collaboratore di giustizia Mariano Concetto (ex vigile urbano di Marsala), dell’ex consigliere comunale Vincenzo Laudicina (indagato di reato connesso, ha deciso di collaborare) e del deputato dell’Ars (pure lui Udc e indagato per concorso in associazione mafiosa).


13 Ottobre

Reso noto che nella provincia di Trapani nessuno ha utilizzato il fondo regionale per i risarcimenti alle vittime del racket e dell’usura, malgrado dalle indagini antimafia emerga che le estorsioni e l’usura sono abbastanza diffuse. Nella provincia ci sono due associazioni antiracket a Alcamo e Marsala.


19 Dicembre

Assolto dal gup di Palermo, perché il fatto non sussiste, l’ex assessore alla presidenza regionale Davide Costa, accusato di concorso esterno. Costa era stato arrestato nel novembre 2005 con l’accusa di avere ricevuto voti dalla mafia di Marsala (Tp) in cambio di favori e assunzioni.

 
Vicende mafiose del 2005 nella città di Marsala PDF Stampa E-mail
Scritto da Centro Peppino Impastato    martedì 27 marzo 2007

2005

29 Giugno

Si apre a Marsala (Tp) il processo all’ex senatore socialista Pietro Pizzo e a altri 10 imputati di associazione mafiosa. A Pizzo è stato contestato il reato di voto di scambio: avrebbe ricevuto, per sé e per suo figlio (che nel 2001 mancò per poco l’elezione all’Assemblea regionale siciliana) i voti della cosca di Natale Bonafede in cambio di soldi.


8 Settembre

A Marsala (Tp) ferito l’allevatore, pregiudicato per reati contro il patrimonio, Vincenzo Peraino, e uccisa la moglie, da qualcuno che ha sparato dalla finestra dentro la loro casa. Ferito leggermente anche un loro cugino. Gli inquirenti seguono la pista della vendetta per questioni legate all’abigeato.


28 Ottobre

Indagato per voto di scambio, dalla Procura di Palermo nell’ambito di un’inchiesta su mafia e politica nella provincia di Trapani, il deputato regionale dell’Udc Onofrio Fratello. Di lui hanno parlato il collaboratore di giustizia Mariano Concetto e il consigliere comunale di Marsala, Vincenzo Laudicina, indagato di reato connesso.


31 Ottobre

Emessi, su richiesta della Procura di Palermo, 6 ordini di custodia per funzionari e imprenditori di Marsala (Tp). Tra gli arrestati l’architetto Rosario Esposito, per anni responsabile dell’ufficio tecnico del Comune, che secondo gli inquirenti riusciva a pilotare gli appalti verso società delle cosche mafiose, e il commerciante Vincenzo Zerilli, accusato di essere il referente dei mafiosi e di avere fatto votare per il candidato dell’Udc, Onofrio Fratello, in cambio di posti di lavoro.


7 Novembre

Si dimette da consigliere comunale di Marsala (Tp) l’ex senatore socialista Pietro Pizzo, imputato di voto di scambio nel processo “Peronospera fase seconda” su mafia e politica.


15 Novembre

Arrestato a Marsala (Tp), con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, David Costa, deputato alla Regione siciliana per l’Udc e ex assessore della Giunta regionale. Già indagato e interrogato nell’aprile del 2004, quando è stato arrestato per voto di scambio l’ex senatore del Psi Pietro Pizzo (ora sotto processo), a Costa viene contestato di avere detto il falso sul suo legame con alcuni appartenenti al clan di Marsala, in particolare con Davide Mannirà. In seguito alle indagini su politica e mafia a Marsala e agli ultimi arresti di uomini politici, 16 consiglieri comunali decidono di dimettersi provocando l’autoscioglimento del Consiglio. Il 19/11/2005 l’associazione Libera organizzerà una manifestazione.

 
Vicende mafiose del 2004 nella città di Marsala PDF Stampa E-mail
Scritto da Centro Peppino Impastato    martedì 27 marzo 2007

2004

28 Aprile

Arrestate a Marsala (Tp), su richiesta della Dda di Palermo, 21 persone accusate di associazione mafiosa, estorsione, traffico di droga e voto di scambio. Ad altre 15 persone, tra cui i capimafia Natale Bonafede e Andrea Mangiaracina, il provvedimento di custodia cautelare è stato notificato in carcere. Tra gli arrestati l’ex senatore del Psi Pietro Pizzo che avrebbe pagato i mafiosi per la campagna elettorale del figlio Francesco, candidato alle regionali del 2001 per il Nuovo Psi e ora assessore alla Provincia di Trapani della giunta di centro-destra. Indagato nella stessa inchiesta, per concorso esterno in associazione mafiosa, l’assessore alla Presidenza della Regione siciliana David Costa, dell’Udc, accusato di avere avuto rapporti con capimafia di Marsala, come Angelo Davide Mannirà, considerato “uomo d’onore emergente”. In alcune conversazioni telefoniche intercettate due mafiosi avrebbero parlato di denaro e disponibilità promessi da Costa in cambio dell’appoggio alle elezioni regionali del 2001. Costa, che ha presentato le sue dimissioni da assessore in attesa di chiarimenti, afferma di non conoscere quelle persone.


1 Maggio

Si costituisce l’imprenditore di Marsala (Tp) Vincenzo Ferrara, che era sfuggito all’arresto il 29 aprile scorso, durante l’operazione che aveva portato in carcere mafiosi e politici della zona. L’imprenditore è accusato di associazione mafiosa. Avrebbe, in concorso con alcuni mafiosi, «favorito in via continuativa la latitanza di componenti della famiglia mafiosa di Marsala, tra cui Giacomo e Tommaso Amato e Natale Bonafede», organizzato estorsioni, traffico di droga, riciclato denaro sporco, controllato attività economiche, appalti e servizi pubblici.


20 Agosto

Arrestato Antonio Di Benedetto, originario di Marsala (Tp) ma abitante in Bassa Sassonia. E’ accusato di un omicidio avvenuto in Germania nel gennaio del 2003. L’arresto segue quello, avvenuto sei mesi fa, di un altro marsalese, Baldassare Zito, che è già stato condannato all’ergastolo. L’omicidio sarebbe avvenuto perché Di Benedetto voleva prendere il posto della vittima, Calogero Asaro originario di Partinico (Pa), al vertice dell’organizzazione criminale siciliana dedita al traffico di droga, allo sfruttamento della prostituzione, al traffico di armi e alle estorsioni. L’indagine si è avvalsa della testimonianza di una donna testimone oculare dell’omicidio.


25 Ottobre

Arrestate, a conclusione di un’indagine delle Dda di Palermo, 11 persone residenti a Trapani e provincia, accusate di traffico internazionale di droga. Tra loro Felice Corrao, di Trapani, e Filippo Principato di Marsala, considerati i capi dell’organizzazione; Felice Di Gaetano, di Marsala, arrestato mentre stava per partire dall’aeroporto di Palermo con una valigia contenente 35 milioni di dollari in “titoli cambiari”, e tre donne. Nell’operazione sono stati sequestrati complessivamente tre chili di cocaina proveniente dalla Spagna, dal Marocco e dall’Olanda.


15 Novembre

Assolto a Palermo, perché il fatto non sussiste, il tenente Carmelo Canale, stretto collaboratore di Paolo Borsellino, accusato da alcuni collaboratori di giustizia di aver accettato denaro per passare notizie ai mafiosi. Il pm aveva chiesto dieci anni per associazione mafiosa. Assolti anche gli altri due imputati, il medico di Marsala (Tp) Giuseppe Pandolfo e Gaspare Casciolo, di Salemi (Tp), che erano accusati di essere stati gli intermediari tra Canale e le cosche di Marsala e Salemi.

 
Vicende mafiose del 2003 nella città di Marsala PDF Stampa E-mail
Scritto da Centro Peppino Impastato    martedì 27 marzo 2007

2003

31 Gennaio

Arrestati in una casa nelle campagne di Marsala (Tp) i capimafia Andrea Mangiaracina, latitante da 12 anni, e Natale Bonafede, latitante da tre anni. Arrestata per favoreggiamento la padrona della casa, l’incensurata Rosa Maria Alagna.


14 Ottobre

Reso noto che si è suicidato nel carcere di Sulmona Diego Aleci, mafioso di Marsala (Tp), condannato definitivamente all’ergastolo, nel processo “Patti + 40” che vedeva come imputati i principali protagonisti della guerra di mafia tra Stidda e Cosa nostra, avvenuta a Marsala nel 1992 e in cui furono compiuti diversi omicidi.


19 Ottobre

Ucciso a Marsala (Tp) Giancarlo D’Antoni, pregiudicato per furto e per traffico di droga.


23 Dicembre

Condannati a Marsala (Tp) 13 imputati di mafia e estorsioni. Tra loro il capomafia del Trapanese, Vincenzo Virga.

 
Vicende mafiose del 2002 nella città di Marsala PDF Stampa E-mail
Scritto da Centro Peppino Impastato    martedì 27 marzo 2007

2002

21 Gennaio

Emessi, su richiesta della Dda di Palermo, 33 ordini di custodia per persone accusate di essere legate o di appartenere alla mafia di Marsala (Tp), di favoreggiamento nei riguardi di due latitanti (Tommaso e Giacomo Amato, arrestati nel gennaio del 2000), spaccio di droga e estorsioni. Tra loro due donne, alcuni pregiudicati, commercianti incensurati, un vigile urbano (Mariano Concetto, secondo gli inquirenti uomo di fiducia degli Amato assieme all'operaio Gigi Adamo) e l'autista di un deputato nazionale del Cdu.


10 Aprile

Confermata dalla Corte di Cassazione la condanna a sette anni per l'ex maresciallo di polizia penitenziaria Francesco Federico, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa perché avrebbe messo il proprio ufficio, nel carcere di Marsala (Tp), a disposizione dei mafiosi detenuti per incontrarsi.


25 Giugno

Sequestrate tra Trapani e Marsala (Tp) sette aziende degli imprenditori Leonardo Coppola, schedato come mafioso e considerato vicino al capomafia Vincenzo Virga, Nino Coppola, Salvatore Di Girolamo e Giovanni e Antonino Cappuccio, che, tra il 1999 e il 2000, avrebbero pilotato appalti pubblici per lo smaltimento dei rifiuti per 15 milioni di euro. Secondo gli inquirenti avrebbero garantito "la vitalità di interessi economici di Cosa nostra, operando il controllo degli uffici del comune di Trapani e Erice".

 
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