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Rifletto, penso, e come si dice dalle mie parti “fazzu buredda frarice”. Due quesiti: questa sarebbe la riforma della giustizia? Alfano sarebbe in nostro ministro della Giustizia? Se dovessi rispondere come uno che si nutre solo di notizie televisive direi questo: si, questo ddl sulla giustizia è l’antidoto giusto per risolvere tutti i problemi che attanagliano la Magistratura e i processi in Italia; si, Alfano è il nostro ministro della giustizia ed è un ottimo ministro che svolge le sue funzioni senza sentire minimamente il peso di un Presidente del Consiglio “ingombrante”. Ma siccome non riesco a credere più a nulla mi documento da me e prendo tutto quello che cercano di propinarmi con il beneficio di inventario. Allora noto delle dicotomie incolmabili tra quello che sento e quello che, mio malgrado, vedo. Rispondo alle due domande: no, questo ddl non risolve niente, anzi aggrava per molti punti di vista i problemi già noti della nostra magistratura. Infatti, non vedo come dimezzare le intercettazioni telefoniche possa risolvere i problemi della lentezza dei giudizi, della certezza della pena e quindi della credibilità della stessa Magistratura (che sono i veri problemi!!!) e mi viene da pensare che magari così il nostro premier si sente più sicuro per esempio, a telefonare a un Mangano qualsiasi, anche se ciò va discapito della sicurezza di tutti i cittadini. Questo decreto, in sostanza, mortifica il ruolo del giudice durante le indagini, svuota il senso delle stesse intercettazioni e le rende assolutamente inutili. Richiedere i gravi indizi di reato o di colpevolezza come requisito per concedere l’intercettazione da parte del Gip significa, di fatto, castrare le indagini (anche se ciò non vale per i reati relativi a mafia e terrorismo). Se ci sono gravi indizi di colpevolezza il giudice potrebbe decidere di adottare una misura cautelare visto che quest’ultime possono essere concesse, a norma dell’art 273 c.p.p, solo dove tali gravi indizi di colpevolezza sussistano. Ci vogliono vendere la storia che le intercettazioni costano troppo, che c’è un abuso che le casse dello Stato non riescono a colmare…. FISSARIE (come dicono a Bolzano), le intercettazioni, per esempio di Ricucci e Coppola, come riportato da Repubblica, hanno permesso di accertare un evasione che pagherebbe gli ascolti di un intero anno. Alfano…che dire del nostro conterraneo divenuto Ministro dopo essere stato Segretario del Cavaliere??? Niente….solo che è riuscito a rimanere semplice e non si è montato la testa, forse perché dentro di se sa di essere rimasto un bravo segretario che si limita a fare ciò che Berlusconi e i suoi avvocati, gli preparano. Insomma, un po’ come la Carfagna ma con meno capelli e, non me ne voglia, un po’ più brutto. Funziona così, facciamocene una ragione, gli interessi personali del nostro premier superano qualsiasi ostacolo e lui riesce sempre a fare ciò che vuole sottacendo tutti quelli che gli remano contro. In tutto ciò, abbiamo un opposizione formata dal P.D. dilaniato dall’eterna lotta interna dove c’è sempre l’ombra del burattinaio (leggesi Dalema), e da Di Pietro che scalpita e finisce per insultare, a mio modo sbagliando, il Presidente Napolitano reo di non intervenire e promulgare tutto ciò che gli passa sotto. Chiudo citando un famosissimo film degli anni ’80 interpretato da dei giovanissimi Troisi e Benigni che rispecchia il mio umore attuale : NON CI RESTA CHE PIANGERE!!! Fabio Pace Commenti (2) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 336 |