Ignazio Passalacqua ha vinto il ricorso presentato innanzi al Tar ed è stato dunque nominato dal Tribunale Amministrativo consigliere provinciale al posto di MIchelangelo Sanguedolce (Fratelli d'Italia).
Il ricorso di Passalacqua, dichiarato eletto nella lista Uniti per Trapani, era nato a seguito della dichiarazione di ineleggibilità approvata dalla prima seduta del consiglio provinciale dopo le elezioni del Giugno scorso.
Il Consiglio Provinciale di Trapani non aveva convalidato l’elezione di Massimo Felice Fernandez, unico candidato della lista civica di centrodestra “Fratelli d’Italia” risultato eletto. L’esclusione di Fernandez era legata ad una condanna subita dal politico trapanese in passato; al suo posto subentrò nell’assise provinciale Michelangelo Sanguedolce, primo dei non eletti. Ma Passalacqua presentò ricorso: secondo i suoi legali, se

Fernandez non poteva essere candidato, non dovevano essere neanche conteggiati i voti da lui ottenuti nella sua lista. In questo caso, con il ricalcolo del quorum, il seggio sarebbe spettato proprio a Passalaqua, primo degli eletti nel collegio di Marsala con la lista Uniti per Trapani.
Con Passalacqua il Tar ha dichiarato eletto anche - nel collegio di Trapani - il consigliere Angelo.
Passalacqua (che ottenne 895 voti ) annunciò il suo ricorso al Tar di Palermo, all'indomani dell'esclusione di Fernandez, con questa dichiarazione: "In seguito all'esclusione dal Consiglio Provinciale di Massimo Felice Fernandez della lista "Fratelli d'Italia - Ettore Fieramosca" dichiarato decaduto dalla carica di Consigliere Provinciale durante la seduta del 21/07/2008 in quanto giudicato INCANDIDABILE (nota Prefettizia del 03/07/2008), si è proceduto alla sostituzione col primo dei non eletti della stessa lista: Michelangelo Sanguedolce.
Perciò ci chiediamo e facciamo le seguenti riflessioni:
- Se Massimo Fernandez non avesse preso parte alla competizione elettorale poichè INCANDIDABILE quale sarebbe stato il risultato della lista Fratelli d'Italia?
- Se chi di dovere avesse rilevato la questione prima della data delle elezioni provinciali quale sarebbe oggi il risultato elettorale?
- Perchè la lista "Fratelli d'Italia" mantiene comunque i voti di chi non avrebbe dovuto partecipare alle elezioni?
- Sanguedolce è stato dichiarato eletto per merito dei voti di Massimo Fernandez.
- Si potrebbe creare un precendente pericoloso per cui alle prossime elezioni pur di raggiungere il risultato elettorale si può candidare chiunque.
Chiediamo pertanto il ripristino delle condizioni di legalità attraverso la rivisitazione dei risultati elettorali. Che alla lista Fratelli d'Italia vengano sottratti, nel collegio di Marsala, gli 845 voti di preferenza attribuiti a Massimo Felice Fernandez. Che si proceda alla nuova distribuzione dei seggi con l'attribuzione alla lista "Uniti per Trapani" nel collegio di Marsala un posto al Consiglio Provinciale e di conseguenza al sottoscritto in quanto primo in base al risultato elettorale".
E il Tar gli ha dato ragione.
Per completezza di informazione, ricordiamo che Massimo Felice Fernandez, poi, scrisse anche sulla sua vicenda una lettera aperta alla nostra redazione. Ripubblichiamo per intero quella missiva.
Innanzitutto tengo a ringraziare coloro che mi hanno votato, dimostrandomi in questo modo la loro fiducia. Proprio per questo motivo sento il dovere morale di spiegare a tutti i cittadini ma soprattutto ai miei elettori che la mia candidatura è stata posta in buona fede, previo
consiglio dei miei legali e in base ad un approfondito esame sulla volontà del legislatore nel dettare le cause di incandidabilità ex art. 15 L. 55/90 e successive modifiche. La volontà è apparsa chiara ed univoca: evitare l'infiltrarsi di elementi della criminalità organizzata nei
massimi consessi civili, da ciò l'elenco dei reati tipici e cioè l'organizzazione mafiosa, il traffico di armi e la produzione e il traffico di stupefacenti. Non è il mio caso e la sentenza che mi riguarda ne è la prova. Infatti, il reato da me commesso nel 1988, cioè venti anni fa, è di
detenzione e cessione di modica quantità di sostanze stupefacenti ed è stato giudicato di così lieve entità da essere stato applicato il comma V dell'art. 73 DPR 309/90 (appunto lieve entità) a cui è seguito, in espiazione di pena, “l'affidamento in prova ai servizi sociali”, affidamento che si è concluso positivamente anche in base alle relazioni tutte favorevoli della Questura.
E veniamo ai fatti successivi: prima della mia proclamazione, la commissione elettorale ha ricevuto una nota dal Prefetto con la quale la Questura comunicava che “poteva essere ritenuto incandidabile” proprio sulla base della sentenza sopra citata. Ciò nonostante l'ufficio
elettorale ha ritenuto di non prendere in considerazione quanto scritto dal Prefetto e di conseguenza mi ha proclamato eletto. Il consiglio provinciale in sede di convalida, senza avere preso visione della memoria difensiva da me proposta, ha dichiarato la mia decadenza per incandidabilità, ritenendosi a torto competente a decidere in merito. Il mio legale presenterà al più presto ricorso che seguirà fino all'ultimo grado di giudizio. Tanto dovevo ai miei elettori, la cui volontà espressa con il voto, è stata in questo caso del tutto disattesa, se non calpestata e ciò in barba al criterio che sovrasta tutte le operazioni di spoglio delle schede: l'interpretazione della volontà dell'elettore.